A kind of blue

Kind of blue è probabilmente il disco più bello di Miles Davis. Primo perchè nel disco oltre a Davis suonano John Coltrane e Bill Evans. Secondo perchè è un disco potentemente struggente, malinconico fin dal titolo, limpido.

Ascoltarlo nel relativo fresco della notte fiorentina mentre si guida per tornare a casa dopo una giornata a dir poco stressante è una di quelle cose che riconciliano. Non posso certo dire che aiuti a scacciare i pensieri dalla testa; anzi. Tuttavia aiuta a definirne i confini, traccia il loro ordine di priorità e ne allontana l’ansia della loro incombenza. Rende anche la consapevolezza dell’incapacità di trovare soluzione a tutti i problemi cosa logica e ripone la fallacità e l’insuccesso nell’ordine naturale delle cose.

5 thoughts on “A kind of blue

  1. Quanto sono d’accordo Michele! Insieme al concerto del 1964:My funny valentine e a Someday My Prince Will Come, questo è per me uno degli album più belli di Miles. Questa musica insegna a percepire. Purezza, rigore e una lieve nota di malinconia.

  2. Non sapevo che fossi un jazzofilo Enry! Che bello finalmente!

    Il 18 Wayne Shorter a Fiesole? Ci andiamo insieme? Michele

  3. Caro Michele, ti do una nuova dritta musicale: Simon Hoirup, musicista danese che fa smooth jazz.
    Fidati…

  4. anche se Pioppo non era male… magari potresti provare con uno pseudonimo Pioppo Rosso, forse è più indiano sioux che da scrittore…

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