Cosa va in onda nel Pd.

 

Da Il Nuovo Corriere di Firenze del 27 ottobre 2011

 Se per capire cosa accade nel PdL forse sarebbe necessario affidarsi ad una negromante, per capire cosa accade nel Pd è forse più utile un esperto di televisione. Sarà per questo che tra i nuovi spin doctor di Matteo Renzi nella preparazione del big bang appare anche Giorgio Gori artefice della stagione più innovativa delle reti Mediaset che coincise, casualmente, anche all’apice del berlusconismo politico.

Ma torniamo al PD e al suo “palinsesto”. Da parte del leader Bersani è andato in onda nelle settimane scorse “il festival dell PD”, format classico, rassicurate che come il festival di San Remo è lì da sempre a tranquillizzare nonne e nipoti del passare del tempo. Magari non avvincente come una volta ma con un suo fascino. L’edizione del festival che si è vista al palazzo dei Congressi di Firenze non si è smentita, tra nuove proposte e big che calcano le scene da anni, riproponendo un  repertorio gradevole di facile ascolto e lettura. Poi, proprio come al festival dei fiori, quelli che han parlato vengono tutti, come i conduttori delle ultime edizioni del festival, dalla medesima scuderia, nel caso fiorentino quella dei DS. Immaginiamo che qualche problema a catturare l’audience, pardon l’elettorato, ex margherita questo lo ponga, ma non paiono curarsene troppo dalle parti del PD fiorentino.

Sabato e domenica scorsa invece è andato in onda lo spin-off della Leopolda dello scorso anno. Uno dei due protagonisti, Civati, un nuovo cast “giovane” e qualche guest star dai passati fasti a tentare di rivitalizzare un serial che partiva, nelle premesse, un po’ moscio. Ma si sa che gli spin-off (le serie che partono da una serie di successo sviluppandone temi o personaggi) sono difficilmente apprezzati dal pubblico salvo casi rari come quelli di CSI. In questo caso i due protagonisti Civati Serracchiani han tentato di “italianizzare” il format americano alla Renzi e han giocato la carta Rosy Bindi in una specie di Cameo alla Joan Collins, la cattiva di Dinasty, per attrarre pubblici anche un po’ attempati.

Che dire poi invece del sequel che andrà in onda questo fine settimana a Firenze? Stessa location intanto, la Leopolda, e format che ancora più della prima edizione punterà sul one man show, nonostante lui, la star, si spertichi nel dire che si tratta di un lavoro di squadra. Un atteggiamento che ricorda quello, rimanendo nel paragone televisivo, di Paolo Bonolis che non dimentica mai di parlare di squadra e poi occupa il video concedendo spazio solo al povero Laurenti, maschera utile a risaltarne le qualità e persino la magnanimità. In contemporanea, proprio come nelle controprogrammazioni televisive, la ditta Bersani mette in scena un appuntamento napoletano che forse vuole rincorrere i successi di “un posto al sole”.

Infine gli ultimi arrivati: i giovani curdi. Ci sia concesso ma al momento ci sembrano uno di quei programmi di nicchia che vanno in onda a tarda notte su Rai 3. Interessantissimi magari se il sonno o la noia non via hanno già portato su altri canali.

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