Il caso eluana e lo scontro istituzionale

Tutto è iniziato con la richiesta di una “battuta”. Mentre esplodeva il “caso Eluana”, accompagnato da un conflitto istituzionale di gravità inaudita, venerdì pomeriggio la redazione fiorentina del quotidiano La Repubblica ha chiesto ai candidati alle primarie una “battuta”. Abbiamo ritenuto che una vicenda così grave e dolorosa non si potesse liquidare con una “battuta” che può essere facilmente oggetto di strumentalizzazioni, purtroppo assai frequenti su questi temi. Non è “silenzio”, ma legittima richiesta di trattare la questione con il dovuto rispetto per le famiglie che vivono un dramma profondo come quello di Peppino Englaro. Ed è sensato, ma troppo semplice e sbrigativo togliersi il dente dicendo “sono contro Berlusconi, sono con Napolitano”.

Lapo Pistelli ha preferito dire ciò che pensa con un ragionamento più articolato, pubblicato sul blog www.lapopistelli.it, che è stato (solo in parte) riportato dai giornali e (in maniera, appunto, strumentale) dallo stesso caporedattore di Repubblica-Firenze.

Non riteniamo che ci sia bisogno di sottolineare di nuovo quello che pensa Lapo Pistelli sul caso Eluana: basta rileggere il suo intervento che riportiamo qui di seguito. E questa mattina, al confronto dei candidati con l’Arci al circolo “25 Aprile”, Lapo lo ha ripetuto con chiarezza. Altro che silenzio…

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiarire la posizione di Lapo Pistelli sul conflitto istituzionale che si è generato, ma lo facciamo per sgomberare ulteriormente il campo da equivoci, dato che il caporedattore di Repubblica-Firenze insinua su una mancata presa di posizione sulla “sfida” di Berlusconi a Napolitano. Noi siamo dalla parte del Presidente della Repubblica, della Costituzione e del rispetto delle istituzioni. Lo scrive Lapo (vedi sotto) quando si riferisce alla dolorosa vicenda di Peppino Englaro, “che ha scelto di ottenere un pronunciamento certo delle istituzioni invece che ricorrere a scelte di fatto” e quando denuncia la “vergognosa speculazione” e lo “scontro ideologico”. Se non si fosse capito, il riferimento è diretto al tentativo di Berlusconi di deviare il corso della vicenda prima con un decreto legge, poi con dichiarazioni che fanno venire i brividi e infine con una procedura d’urgenza per il disegno di legge. Stamattina, in pubblico, Lapo Pistelli ha detto con forza che “a Silvio Berlusconi di Eluana non gliene importa un bel niente e, se voleva, aveva otto mesi di tempo per affrontare la questione in Parlamento”. In Parlamento c’è, da tempo, la proposta di legge di Ignazio Marino sul testamento biologico, che alla Camera ha Lapo Pistelli come secondo firmatario. Azioni concrete, altro che “battute”.

E’ molto grave che un giornale utilizzi i temi della vita e della morte, il dolore profondo di chi vive quotidianamente accanto a una persona cara che si sta spegnendo, il grave conflitto istituzionale che mette a rischio la democrazia, per fomentare scontri di cortile o per gettare discredito su un candidato.

Giovanni Carta, portavoce di Lapo Pistelli

Michele Morrocchi, coordinatore della campagna elettorale di Lapo Pistelli alle primarie di coalizione per il Sindaco di Firenze

Lapo Pistelli
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No alle speculazioni sul dolore

Sono il secondo firmatario alla Camera della proposta di legge, presentata al Senato da Ignazio Marino, sul testamento biologico. Giusto per fare chiarezza. Gli atti depositati in Parlamento valgono più di ogni battuta virgolettata.

I temi legati all’inizio e alla fine della vita stanno diventando sempre più importanti nell’agenda della politica e interrogano seriamente ciascuno di noi. In queste ultime settimane hanno avuto grande rilevanza mediatica il caso di Eluana Englaro ma soprattutto la dolorosa vicenda di suo padre, che ha scelto di ottenere un pronunciamento certo delle istituzioni invece che ricorrere a scelte di fatto.

Fin dall’inizio di questa vicenda ho pensato che in circostanze del genere la responsabilità spetta ai familiari, a chi spende la propria giornata anno dopo anno con chi lotta tra la vita e la morte, a chi conosce la vera differenza tra l’immagine sorridente e allegra di una foto che giornali e tv ripropongono e l’assenza di vita reale che solo le persone care vedono e toccano tutti i giorni. Ho avuto l’occasione di visitare una persona che da 4 anni era in stato vegetativo e ho capito cosa significa – in assenza di una legge sul testamento biologico che disciplini la fase finale della vita – che tutto ricade sui familiari, spesso lasciati soli in un’angoscia minuto per minuto oppure, come in questo caso,  proiettati in un turbine di riflettori e di parole, ma non per questo meno soli. In assenza del testamento biologico, vi sono situazioni in cui il malato non può decidere autonomamente. Spetta alle persone care, assistite da personale specializzato, assumere consapevolmente la decisione. Ci sono familiari che desiderano accompagnare il malato in ogni momento possibile e per tutto il tempo che la natura concede, e ci sono familiari che invece possono decidere che oltre una certa soglia quella vita apparente non è in realtà più vita. Sottolineo, in assenza di testamento biologico.

Ho trovato vergognosa la speculazione che ha accompagnato la vicenda di Eluana negli ultimi giorni, sia nella morbosità mediatica sia nell’utilizzo strumentale che alcune parti politiche hanno fatto. Il susseguirsi delle notizie di ieri ne hanno rappresentato l’apice: il decreto legge, il rifiuto della firma da parte del Presidente Napolitano, il tentativo di trovare una corsia accelerata con il ddl sul Senato, alcune dichiarazioni che fanno rabbrividire e che non mostrano alcun rispetto per Eluana e per la sua famiglia ma ne fanno occasione di scontro ideologico.

Ho discusso spesso di queste cose in tutti questi mesi con gli amici che me lo hanno chiesto. Ho deciso di non rispondere ieri a richieste di brevi battute da virgolettare, perché non ritengo che un tema del genere, che investe la coscienza di ogni individuo, sia un argomento per creare contrapposizioni fittizie o titoli ad effetto.

Siamo alle battute finali di una lunga, intensa e bellissima campagna elettorale e mi spiace profondamente di aver avuto l’ennesima conferma che per alcuni mezzi di informazione i candidati possono svolgere solo due funzioni: o quella del pitbull da combattimento da mettere in scontro con qualcun altro per generare rissa e titolo o quella della scimmietta da circo che ha diritto di parola soltanto se canta sullo spartito che altri gli preparano. Quando poi risulta così difficile elevare al rango di notizie, seppur brevi, eventi che coinvolgono tante persone su temi che hanno ricaduta sulla vita quotidiana dei cittadini (giusto ieri, per fare un esempio, un affollato dibattito con Guido Sacconi, Giampiero Maracchi e Maria Tinacci sulle città e l’ambiente).

Ho cercato il dialogo e il confronto diretto con migliaia di fiorentini incontrandoli personalmente proprio perché sentivo che le loro domande erano diverse, volevano parlare dei temi della città, lamentandosi di come su certi mezzi di informazione i temi amministrativi non trovano spazio, coperti dalla ricerca ossessiva dei motivi di scontro anziché delle idee costruttive, del gossip e della battuta a effetto anziché della qualità del dibattito.

Vedo che la città ha risposto bene, interagendo con chi ha cercato di mettersi a servizio di questa discussione sul futuro di Firenze. Tanti cittadini si sono sentiti coinvolti e si sono a loro volta proposti come strumenti di un coinvolgimento più largo. Invito quindi tutti a continuare in questa ultima settimana a mantenere questo contatto sereno e aperto con le persone.

Nei prossimi giorni concludiamo il giro delle assemblee di quartiere, che stanno andando benissimo. Lunedì 9 febbraio alle 21 ci incontriamo con i cittadini del Quartiere 5 al Circolo ricreativo di Brozzi in via di Brozzi 312. Martedì 10 febbraio alle 21 con i cittadini del Quartiere 2 al Circolo ricreativo di S. Andrea a Rovezzano in via S.Andrea a Rovezzano 70.

Spero di vedere molti di voi nei prossimi giorni. Intanto vi auguro un buon fine settimana, l’ultimo prima del rush finale: domenica prossima è il 15 febbraio, il giorno delle primarie. Concentriamo le energie, il passaparola, l’entusiasmo e la determinazione per vivere al meglio questa grande occasione per Firenze.

Un caro saluto

Lapo Pistelli

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