Se le banche non prestano, io do ragione alle banche.

Oggi mi sa che scriverò una cosa che non piacerà a molti. Perché oggi di fronte alla cacofonia di quelli che si indignano (uno degli stati umani più sterili ormai) di fronte alle banche che non farebbero il loro lavoro, non prestando soldi alle imprese, io, scusatemi, mi schiero dalla parte delle banche.

Perché non prestando soldi a imprese sempre più a rischio (questo dice il bollettino della BCE quando parla di insolvibilità delle imprese italiane) le banche fanno proprio il loro mestiere: tutelare il risparmio raccolto, cioè i nostri soldi.

Perché li vorrei vedere gli indignati se scoprissero che i loro risparmi non ci sono più perché la loro banca ha prestato soldi a imprese non in grado di onorare i prestiti.

Proprio la genesi di questa crisi sta nel fatto che le banche (americane ma non solo) hanno prestato a cani e porci senza alcuna garanzia o gonfiando il valore delle garanzie (mobiliari ma soprattutto immobiliari).

Di fronte a questo non ha senso urlare alle banche di fare credito all’impresa, peraltro dicendogli anche contemporaneamente di investire in titoli di stato per ridurre il famigerato spread. Come penso chiunque possa intuire essendo la capacità economica finita se i soldi li metti in bot non li presti.

Però, si dirà, la stretta sulle imprese è davvero ogni giorno più insopportabile. Vero, verissimo anzi. Ma non è il generico appello alle banche o il rappresentarle come la mefistotelica quint’essenza del male che risolverà il problema. Sia chiaro le banche hanno enormi responsabilità nella crisi e godono di enormi irresponsabilità nel pagarne i prezzi, ma rispetto al problema di come ridare ossigeno (soldi) alle imprese italiane non è intervenendo retoricamente sulle banche, a mio avviso, che si troverà la soluzione.

Cosa fare allora? Intanto le aziende italiane vantano crediti con le pubbliche amministrazioni o coi grandi gruppi industriali enormi. Passera aveva detto all’insediamento che sarebbe intervenuto. Finora si è fatto poco o niente e persino Alfano se n’è accorto e propone misure che da anni due deputati (un PD e un radicale) propongono all’aula di Montecitorio e che una Direttiva europea imporrebbe al Paese. Intervenire su questo tema con crediti d’imposta, certificazione del debito, persino pagamenti con titoli di stato avrebbe un effetto immediato salvando centinaia di aziende, tecnicamente sane, dal fallimento.

Perché quando sento politici locali, autorevolissimi, vantarsi del fatto che qui da noi le PA pagano con una media di 90 giorni li inviterei a rimanere loro per tre mesi senza stipendio e poi parlare.

Altro tema ormai non più rimandabile è quello della pressione fiscale. Sia quella sul lavoro che quella sui soldi che gli imprenditori potrebbero reinvestire in azienda, lavoro o ricerca, con un effetto moltiplicatore che nessuna riduzione di scoperto di conto corrente potrà mai dare.

Infine, si fa per dire, intervenire sulla selva burocratica e sulla riforma della giustizia civile per rendere il fare impresa in questo paese qualcosa di possibile e conveniente.

Poi prendiamocela pure con le banche brutte e cattive ché i motivi non mancano, ma intanto facciamo ripartire questo Paese.

2 thoughts on “Se le banche non prestano, io do ragione alle banche.

  1. innanzi tutto ciao Michele.
    Come me lo sentissi sono andato sul tuo Blog e vedo un commento sulle Banche. Ti posso dar ragione, in un mondo normale, al 100% ma da quando ormai l’economia del mondo civilizzato è in mano ai banchieri e i governi degli stati così detti democratici sono in mano ai grossi gruppi di interessi ( Goldman etc..) non posso essere d’accordo con le Banche. Mai.
    Perchè in un Paese normale lo Stato tutelerebbe i suoi cittadini. ed invece prova ad andare a chiedere un mutuo, adesso. Con il più basso tasso di interesse che ci sia mai stato nella storia dell’euro ( vedi Euribor) sotto l’1% le banche ti chiedono uno spread del (minimo) 3,5% . Ok per le garanzie ma perchè allora non abbassi le tue pretese , te banca, e mi porti uno spread al 1- 1,5% come cinque anni fa? quando davi mutui a tutti e l’euribor era al 3%?. scusate i numeri ma i conti a fine mese bisogna farli tutti. il totale è sempre un 4,5 % circa di interesse ma rispetto a prima perchè le banche ci vogliono guadagnare il triplo? anche a chi da solide garanzie? ecco questo non mi va giù.
    un bacio a presto
    Alessio

  2. Ciao Alessio, concordo in larghissima parte con quello che scrivi. La mia voleva essere una provocazione rispetto ad una polemica che vedevo come deresposabilizzante nei confronti di chi dovrebbe pensare e fare politiche industriali (governo in testa) a favore dello sviluppo. Ciò non toglie che le banche abbiano enormi responsabilità e non siano mai “costrette” a rispondere dei propri comportamenti o a comportarsi in modo equo, come giustamente fai notare tu.

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