Il mago di Joz

Durante la campagna delle primarie il caporedattore di Republica Firenze imbastì una polemica a mio avviso strumentale ed esagerata sul fatto che uno dei candidati non avesse risposto a una richiesta di “una battuta” sul caso Englaro. (qui trovate la storia dal mio punto di vista). Due editoriali in due giorni con grandi richiami ai valori, alla laicità, alla necessità che anche un potenziale primo cittadino dovesse intervenire su un dibattito siffatto.

Poi tra ieri ed oggi il consiglio comunale di Firenze ha discusso sulla cittadinanza onoraria a Beppino Englaro. Lo ha fatto dopo una lunga presa di posizioni fuori e dentro il Pd. Con un candidato sindaco che, coerentemente coi suoi valori e con la sua storia, ha dichiarato che non avrebbe votato la delibera, con un sindaco in carica che interviente in aula (evento piuttosto raro), col partito di maggioranza relativa che vota in modo difforme (senza peraltro troppi drammi e lacerazioni) e con un Vescovo che interviente pesantemente (e a mio avviso in modo esagerato).

Ecco che in tutto questo bailame La Repubblica Firenze decide di aprire (unico fra gli innumerevoli quotidiani locali) sulla strigliata di Della Valle alla Fiorentina. Tema che da tifoso apprezzo anche di più ma che non mi pare proprio azzeccatissimo e soprattutto in linea con il giornale che dirige e con le aspettative dei suoi lettori.

ikea of sweden

Dovendo traslocare ho dovuto comprare cucina e camera da letto nuova. Pochi soldi, poco tempo; dunque si va all’ikea.

Intanto si parte dalla progettazione. Catalogo, sito internet e poi il magico programmino per progettare gli interni. Dunque prendi le misure della casa. Dove stanno le prese, dove sta l’acqua. Rilievi così accurati che nemmeno per spostare Abu Simbel.

Poi il gran giorno. Decidi di andarci in mezzo alla settimana evitando il fine settimana dove all’ikea ci sta più gente che al Franchi per Fiorentina Milan. Pensi di cavartela in mezza giornata e fissi tranquillamente i tuoi appuntamenti per il pomeriggio tanto che vuoi che ci voglia? Ho già previsto tutto, so già che voglio, ci metto poco.

Scarichi quindi il figlio dai nonni e ti presenti alla porta del magazzino all’orario di apertura: le 10. Ti porti al banco progettazione cucine e ti chiedi come mai seppure sia stato tu ad aiutare il commesso ad aprire il bandone stiano servendo il 202 e tu hai il numero 207.  In un angolo della tua mente si insinua il dubbio che qualcuno abbia pernottato qui. Forse su Karlstad divano. Ma è ancora presto e nulla ti turba ancora.

Il display da anche le indicazioni di quanto più o meno dovrai attendere. Il calcolo indica 22 minuti. Che diventano presto 24. Poi 26.

A 28 minuti previsti di attesa capisci che è il caso di portarti avanti col lavoro e vai verso la zona letti. Ti presenti alla giovane commessa, ordini il tuo letto, materasso, barra, doghe e due comodini e lei cordialmente ti stampa la tua lista distribuzione visto che i mobili vuoi farteli recapitare a casa.

Con la tua lista e il tuo letto in versione lista di distribuzione ritorni alla zona progettazione cucine. Servono sempre il 202 e il tempo di attesa previsto è diventato 37 minuti. Aumenta invece di diminuire.

Mentre ti interroghi sull’inversione delle leggi della fisica un commesso (scoprirò in seguito essere il capo di quella parte di mondo) mi guarda e mi fa: “ma voi avete già il preventivo approvato?”

Panico. Provi a balbettare qualcosa del tipo , “boh io ho fatto il mio progettino col vostro programma ho qui le stampe…” e lui arcigno: “ma non lo ha uploadato sul database dell’ikea?” e io un po’ ebete “no veramente non lo avrei uploadato…”.

Male, molto male non upoloadare. Ma io provo a giocarmi la mia contromossa. “Io però avrei il file in una chiavina usb qui con me….” e lui con lo sguardo dell’iniziato che scruta la feccia dell’umanità che vuole solo elevarsi all’ikeitudine mi fa ” NO! la chiavetta non è possibile per  motivi si sicurezza!”

E icche tu sei la Nasa? Lo guardo stupito domandandomi se tra le varie proproste ikea l’adozione di un semplice antivirus per verificare la mia chiavetta usb non sia proprio possibile. Ma il kapetto è irremovibile. Ha detto no e no sarà.

Mi consiglia quindi di riprogettare da capo la cucina da una delle postazioni lì accanto. Peccato che io non abbia portato le misure della cucina.

Penso di andarmene e tornare un altro giorno. Poi mi dico, in fondo è ancora presto. Chiamo mio padre che sta a rifredi (molto più vicino di me che abito a campo di marte) sento se è a casa e parto alla volta di casa sua dove dalla mia chiavetta uploado il file.

Ritorno all’ikea ,mi faccio approvare il preventivo, e poi passo all’ordine.

Stavolta commesso molto, molto gentile. che prende il preventivo appena fatto da lui e lo ridigita pezzo per pezzo sul programma dell’ordinazione e ti chiedi: ma trasferire il file è troppo complicato per gli informatici dell’ikea?

“guardi il piano che lei ha scelto non va bene perchè il taglio rischia di non poter essere fatto che fa cambia?” ” E che fo, cambio”

“guardi il piano di cottura che ha scelto non c’è e arriva forse a luglio. Che fa cambia?” ” E che fo,cambio”

“guardi che il lavello che ha scelto c’è, però non glielo posso spedire. Dovrebbe prenderlo lei oggi. Che fa lo prende? ” ” E che fo, lo prendo”. (tanto pesa solo 44 chili….)

“guardi che le gambe della cucina e la lista di 220 cm le deve prendere lei perchè non gliele posso spedire. Che fa le prende? ” ” Che fo le prendo. Tanto c’ho gia il lavello…”

“Allora”  e comincia a stampare una quantità di fogli che paiono il trattato di Oslo ” questa è la lista di distribuzione della roba che le arriverà a casa. Questo è quello che deve prendere all’area self service. Questo lo ritira al magazzino esterno che è fuori dal magazzino principale. Il tutto in triplice copia perchè una la tengo io, una la tenete voi una la date al banco trasporto e montaggio subito dopo l’uscita”.

E allora ringrazi. prendi il faldone e ti incammini verso la zona armadi. E intanto pensi. Ma perchè al banco trasporti e montaggi non glielo mandano loro via telematica l’ordine di montaggio? E perchè visto che sono così rispettosi dell’ambiente la lista distribuzione che tutte le volte che ordini qualcosa ti ristampano in triplice copia deforestanto mezzo canada, non la tengono in formato elettronico e te la stampano solo alla fine del magazzino?

Intanto è già ora di pranzo e pensi, il primo pomeriggio è andato…. sfissi gli appuntamenti fino alle cinque e ti dirigi verso l’area ristorante per mangiare qualcosa.
Naturalmente il ristorante è chiuso per risrtutturazione e ci sono solo panini. E coi panini una coda piuttosto ampia.

Ok niente panino. Tanto non è un problema se dimagrisco un po’.

Torno all’area armadi dove ho il solito problema dell’upload del file ma stavolta, riprogetto al volo il mio guardaroba e mi presento al bancone.

Al bancone servono il 37 e io ho il 38. Il problema è che il numero 37 lo ha una coppia, probabilmente pisana dall’accento, che inizia una discussione pressochè infinita se prendere o meno il portapantaloni nel proprio guardaroba.

Non serve essere fini psicologi per capire che dietro quel portapantaloni ci sono abissi di risentimento e di cose non dette. Di pomeriggi dalla suocera, di ferie a Gabicce mare mentre lui voleva andare a Principina, di dopopranzi di Natale passati a giocare a tombola. Solo che a te dopo 20 minuti non te ne frega niente e alla domanda “ma allora dove te li metti i pantaloni?” vorresti rispondere tu come Gozzini rispose a Della Valle: “Ne potrebbe fare un rotolo e ficcarselo su per….”

Alla fine il portapantaloni viene infilato nell’ordine e la piccola folla che ormai si è radunata lì intorno applaude e si da a scene di giubilo e abbracci.

Anche qui il commesso è molto molto gentile (anche se un po’ stremato dalla coppia di prima) e anche qui cominciano i problemi.

“guardi che le ante che ha scelto non gliele posso spedire. Deve prenderle lei. Che fa le prende?”

” E come cavolo le prendo sono ante da 236 cm. Ho una focus nemmeno station wagon!”

“può prendere un furgone a noleggio…”

” prenderò un furgone a noleggio”

” dopo le casse accanto al banco montaggio…”

” bene”

Stremato passo al piano di sotto. Non so neanche che ore sono. Comincio a pensare che anche gli appuntamenti dopo le cinque salteranno ma penso anche che sono vicino alla fine.

Passo al reparto self-service mobili e prendo gambe della cucina, aste porta-abiti, mentre i ripiani in vetro per la cucina non ci sono e questo significa che dovrò tornare ancora qui…

Penso di piangere ma visto che ci sono e che tanto devo prendere il furgone prendo anche il tavolo per la cucina e un mobiletto per i giocattoli di Giorgio. Con i due carrelli vado verso il banco finanziamenti.

Qui la cosa invece è velocissima. In meno di mezz’ora mi hanno finanziato tutto e passo in cassa.

Siccome sono socio ikea family ogni 100 euro di spesa ho diritto a 5 euro in buoni sconto. Chiedo se posso farli valere subito alla ragazza della cassa e mi dice no valgono dal prossimo acquisto. Dunque cosa faccio? Faccio due acquisti. Il primo la parte del finanziamento che mi da 44 buoni e il secondo i miei due carrelli di roba in cui spendo i 44 buoni.

Propongo alla ragazza di fare un’operazione finanziaria. lei calcola il valore dei buoni e li scala sul succesivo conto senza fisicamente stacarli uno a uno.

Naturalmente non può accettare e dunque li stacca uno a uno. Finisce il blocchetto, aspetta che una collega glielo porti e ricomincia staccare i restanti.

Poi io li prendo e glieli rendo immediatamente indietro e lei li timbra uno a uno.

Durata dell’operazione circa 35 minuti.

Dopo la cassa il banco montaggio. Chiedo di farmi montare solo la cucina. E la ragazza, anch’essa molto gentile, mi chiede se la ragazza del finanziamento mi ha fatto il preventivo. Io dico di no e lei si incupisce. Io dico che mi ha calcolato il prezzo e me lo ha fatto pagare quindi non credo serva il preventivo per qualcosa che ho già pagato. La cosa non la convince del tutto ma pare logica e quindi prende l’ordine che stampa sempre nelle solite tre copie e che io aggiungo alla mia documentazione che pare l’enciclopedia britannica ormai.

Mi sposto al banco accanto dove la ragazza del noleggio furgoni con molta, molta, molta, calma mi noleggia un furgone. Naturalmente grande visto che le assi sono di 236 cm e in un fiorino non ci stanno.

Prendo il furgone che intanto il sole sta ormai tramontando e vado verso il ritiro mobili, dove prendo l’ennesimo numerino, ritiro ante e lavandino, aggiungo altri fogli alla documentazione e parto, una volta caricato il furgone verso la nuova casa.

Dopo aver scaricato il furgone torno all’ikea, rendo il furgone alla ragazza dell’autonoleggio che sempre con molta, molta, molta calma mi fa pagare. Recupero la mia auto, mio figlio dai nonni e intorno alle 20 sono di finalmente a casa, dove mi accoglie la mia gatta che però per me non è più tale ma ormai mi appare come “Uppersalla – gatto. Disponibile in fantasia soriano….”

Figlia di una vestaglia blu

Vite Vendute – Teatro e Lavoro in Toscana
Compagnia del Pepe
FIGLIA DI UNA VESTAGLIA BLU
dall’omonimo romanzo di Simona Baldanzi
lettura scenica a cura di Andrea Bruno Savelli
con Elena D’Anna, Fulvio Cauteruccio, Michele Morrocchi, Andrea Bruno Savelli
e la partecipazione di Lucia Poli

Figlia di operai, marcata come i jeans Rifle che la sua mamma ha cucito in fabbrica cinque giorni a settimana per più di trent’anni indossando la sua vestaglia blu lunga e spessa, Simona decide di scrivere una tesi di laurea sulle tute arancioni, i minatori che forano le montagne del Mugello per far passare il treno ad alta velocità. Distribuisce questionari e poco alla volta intesse rapporti umani con queste persone, che lavorano duramente nelle gallerie e che mangiano, dormono e vivono nei campi base, lavoratori “strappati” dalle loro terre, in maggior parte provenienti dal Sud.
E’ una storia che si sdoppia tra la vita della madre, segnata dalla routine e dall’alienazione del lavoro nella catena di montaggio dello stabilimento della Rifle a Barberino di Mugello, e la vita nei campi base della TAV, fatta di cantieri difficilmente accessibili, di polvere da ingoiare, di volti combattivi e dolenti lontani dalla propria terra, dalla famiglia e dagli amici.
E’ attraverso questa storia sdoppiata che Simona Baldanzi sa rievocare con uno stile semplice e molto coinvolgente una delle numerose storie sul movimento operaio che, ieri come oggi, cerca di non farsi “mettere sotto”, dimostrando come il rispetto sia una sfida da vincere quotidianamente.

Simona Baldanzi, nata nel 1977, vive da sempre nel Mugello. È stata finalista del “Premio Campiello giovani” 1996 con il racconto “Finestrella Viola”. “Figlia di una vestaglia blu” (Fazi Editore, 2006) è il suo primo romanzo.

Martedì 17 febbraio 2009 ore 21.00

Teatro di Rifredi
via Vittorio Emanuele 303 Firenze
www.toscanateatro.it – biglietteria@toscanateatro.it

Biglietti:
intero € 14 + € 1(diritto di prevendita)
ridotto € 12 + € 1 (diritto di prevendita)

Info e prenotazioni: 055.42.20.361/2 biglietteria@toscanateatro.it
Prevendita: Teatro di Rifredi dal lunedì al sabato ore 16 – 19 http://www.toscanateatro.it

Il 15 febbraio io voto LAPO PISTELLI (e qui ringrazio i volontari)

 

Qui di seguito il testo della lettera per tutti i volontari (e sono tanti) che in questi mesi hanno collaborato alla campagna elettorale di Lapo Pistelli.

“Carissime, carissimi,

siamo arrivati alla fine della lunghissima campagna delle primarie. Abbiamo ancora qualche ora in cui moltiplicare i contatti e, per dirla col Mascetti, dare un rinforzino alla nostra campagna.

Domani sera, o al più tardi, la prossima domenica, sapremo chi sarà il candidato sindaco della nostra città. Abbiamo davvero fatto di tutto perche la città si accorgesse che il candidato giusto non possa essere che Lapo.

Non è questa l’occasione, nè l’indirizzario, per dirci i mille e più motivi per i quali lo pensiamo. In questa occasione mi preme solo dirvi grazie.

Grazie per l’impegno. Il tempo speso, le telefonate,le mail, i consigli. La pazienza e la dolcezza. La fermezza e l’ironia che hanno contraddistinto almeno la nostra campagna.

Siamo passati da momenti belli, divertenti ad altri difficili, tesi. A volte abbiamo pensato che questo giorno non ce l’avrebbero fatto arrivare. E invece siamo andati avanti, prova dopo prova. Attacco dopo attacco. Abbiamo proseguito quasi sempre col sorriso. Un sorriso non di chi prende alla leggera l’impresa ma di chi sa di giocare secondo le regole e sereno per il proprio impegno.

E poi abbiamo avuto tanti, la maggior parte, momenti di grande gioia e grande soddisfazione. Quando le sale delle manifestazione erano piene. Quando abbiamo riempito il sashall per una cena in tre giorni, quando qualcuno è tornato a casa alle sei dopo aver montato un video, quando si è aperto la propria casa, quando dopo aver sentito cantare Lapo al sashall hai pensato che non aveva nemmeno stonato, quando si è scritto ai compagni dell’asilo, quando si è convinto un’altra persona a partecipare e votare Lapo, quando hai trovato anche l’ultimo scrutatore, quando hai visto i manifesti stampati, quando ti sei detto che “punto e a capo” poteva davvero funzionare.

Certo avremo sicuramente commesso anche errori. Certo avremmo potuto fare meglio, io di sicuro. Ma non abbiamo mai lasciato una strada intentata un ipotesi inevasa.

Personalmente devo ringraziare ognuno di voi. E’ stata un’esperienza bellissima. A chi già c’era nel gruppo intorno a Lapo lo ringrazio per la disponibilità ad aprirsi ed accogliermi in corsa tanto che oggi mi par di esser sempre stato lì. A chi invece con me ha condiviso altre stagioni della politica fiorentina un grazie per la pazienza e la sopportazione. A chi si è unito in corsa, grazie per la freschezza e la gioia che ha portato.

A tutti domando scusa per i modi bruschi, per qualche sfuriata, per gli appuntamenti saltati, per quelli non presi. Per le chiamate non risposte o per quei “ti richiamo io” che ancora aspettano, per una battuta di troppo.

Non è certo questa la prima campagna che faccio ma vi assicuro che è stata quella più divertente e quella che mi ha dato di più. Di sicuro in termini di umanità edi crescita innanzitutto personale. Ma anche sul piano politico abbiamo dimostrato che il PD non solo è possibile ma già esiste nella quotidinanità del nostro lavoro.

Dunque fatemi finire una lettera troppo retorica con una formula anch’essa troppo retorica.

E’ stato davvero un immenso piacere e onore poter lavorare con ognuno di voi. Spero e sono certo che da domani continueremo a farlo per l’obiettivo che ci siamo dati.

Vi abbraccio
Michele Morrocchi”

E’ la comunicazione baby!

Oggi le agenzie hanno battutto queste due notizie la cui totale inutilità ci dovrebbe far riflettere sul rapporto tra media e politica. Siccome uno dei soggetti chiamati in causa sono io ne posso parlare a buon titolo.

PRIMARIE: FIRENZE; AMATO (PDL),CON SMS PD MI INVITA A VOTARE

(ANSA) – FIRENZE, 11 FEB – Inviti a votare alle primarie per la scelta del candidato a sindaco del centrosinistra a FIRENZE, in programma domenica 15 febbraio, arrivano anche sui telefonini di esponenti del centrodestra. E’ quanto dice in una nota il senatore di Fi-Pdl, Paolo Amato che spiega di aver ricevuto un sms nel quale gli si ricorda che domenica si vota e lo si invita a chiamare un numero telefonico per conoscere il suo seggio.
‘Il tutto – spiega Amato – con la raccomandazione: ‘vota Lapo
Pistelli
”.
‘Aspetto ora analogo messaggio dagli altri quattro candidati alle primarie del centrosinistra – aggiunge Amato nella nota -.
Anche se deludero’ tutti questi signori dicendo subito che io votero’ solo il candidato a sindaco del centrodestra, quando questi verra’ scelto ed indicato dal Popolo della Liberta’.
‘Lascio infatti ai militanti dei partiti del centrosinistra il discutibile piacere di partecipare a primarie caratterizzate da ‘spese esagerate e politica debole’: come ha detto l’on.
Michele Ventura, che pur partecipa a questa singolare corsa’.ù


(ANSA).

COM-MU 11-FEB-09 13:36 NNNN

PRIMARIE:FIRENZE;PISTELLI SI SCUSA CON AMATO (PDL),UN ERRORE

(V. ‘PRIMARIE: FIRENZE; AMATO (PDL)…’ DELLE 13,35 CA) (ANSA) – FIRENZE, 11 FEB – ‘E’ ovvio che alle primarie del centrosinistra non partecipano gli esponenti e gli elettori di centrodestra’. E’ quanto dice in una nota il coordinatore della campagna elettorale per le primarie di Lapo Pistelli, Michele Morrocchi, che subito telefonato al senatore del Pdl, Paolo Amato, suo collega in Consiglio comunale, per scusarsi dell’sms inviato sul suo cellulare con l’invito a votare alle primarie del centrosinistra in programma domenica prossima a FIRENZE.
‘Mi sono scusato con Paolo – ha detto Morrocchi – ma abbiamo inviato gli sms selezionando i contatti nelle nostre rubriche e per errore e’ arrivato anche a lui’. (ANSA).

COM-MU 11-FEB-09 14:48 NNNN

Please take a picture…

Qualche tempo fa ho fatto alcune foto su “commissione” di una parte di Firenze poco battuta. Quella Firenze a nord-ovest teatro di espansione, polemiche, opportunità.

Ieri ho montato quelle foto in un filmato con dell’ottima musica dei Turin Brakes di sottofondo mischiandole con foto della campagna elettorale di Lapo per una presentazione.

Siccome m’è piaciuta la volevo condividere con voi


Il caso eluana e lo scontro istituzionale

Tutto è iniziato con la richiesta di una “battuta”. Mentre esplodeva il “caso Eluana”, accompagnato da un conflitto istituzionale di gravità inaudita, venerdì pomeriggio la redazione fiorentina del quotidiano La Repubblica ha chiesto ai candidati alle primarie una “battuta”. Abbiamo ritenuto che una vicenda così grave e dolorosa non si potesse liquidare con una “battuta” che può essere facilmente oggetto di strumentalizzazioni, purtroppo assai frequenti su questi temi. Non è “silenzio”, ma legittima richiesta di trattare la questione con il dovuto rispetto per le famiglie che vivono un dramma profondo come quello di Peppino Englaro. Ed è sensato, ma troppo semplice e sbrigativo togliersi il dente dicendo “sono contro Berlusconi, sono con Napolitano”.

Lapo Pistelli ha preferito dire ciò che pensa con un ragionamento più articolato, pubblicato sul blog www.lapopistelli.it, che è stato (solo in parte) riportato dai giornali e (in maniera, appunto, strumentale) dallo stesso caporedattore di Repubblica-Firenze.

Non riteniamo che ci sia bisogno di sottolineare di nuovo quello che pensa Lapo Pistelli sul caso Eluana: basta rileggere il suo intervento che riportiamo qui di seguito. E questa mattina, al confronto dei candidati con l’Arci al circolo “25 Aprile”, Lapo lo ha ripetuto con chiarezza. Altro che silenzio…

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiarire la posizione di Lapo Pistelli sul conflitto istituzionale che si è generato, ma lo facciamo per sgomberare ulteriormente il campo da equivoci, dato che il caporedattore di Repubblica-Firenze insinua su una mancata presa di posizione sulla “sfida” di Berlusconi a Napolitano. Noi siamo dalla parte del Presidente della Repubblica, della Costituzione e del rispetto delle istituzioni. Lo scrive Lapo (vedi sotto) quando si riferisce alla dolorosa vicenda di Peppino Englaro, “che ha scelto di ottenere un pronunciamento certo delle istituzioni invece che ricorrere a scelte di fatto” e quando denuncia la “vergognosa speculazione” e lo “scontro ideologico”. Se non si fosse capito, il riferimento è diretto al tentativo di Berlusconi di deviare il corso della vicenda prima con un decreto legge, poi con dichiarazioni che fanno venire i brividi e infine con una procedura d’urgenza per il disegno di legge. Stamattina, in pubblico, Lapo Pistelli ha detto con forza che “a Silvio Berlusconi di Eluana non gliene importa un bel niente e, se voleva, aveva otto mesi di tempo per affrontare la questione in Parlamento”. In Parlamento c’è, da tempo, la proposta di legge di Ignazio Marino sul testamento biologico, che alla Camera ha Lapo Pistelli come secondo firmatario. Azioni concrete, altro che “battute”.

E’ molto grave che un giornale utilizzi i temi della vita e della morte, il dolore profondo di chi vive quotidianamente accanto a una persona cara che si sta spegnendo, il grave conflitto istituzionale che mette a rischio la democrazia, per fomentare scontri di cortile o per gettare discredito su un candidato.

Giovanni Carta, portavoce di Lapo Pistelli

Michele Morrocchi, coordinatore della campagna elettorale di Lapo Pistelli alle primarie di coalizione per il Sindaco di Firenze

Lapo Pistelli
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No alle speculazioni sul dolore

Sono il secondo firmatario alla Camera della proposta di legge, presentata al Senato da Ignazio Marino, sul testamento biologico. Giusto per fare chiarezza. Gli atti depositati in Parlamento valgono più di ogni battuta virgolettata.

I temi legati all’inizio e alla fine della vita stanno diventando sempre più importanti nell’agenda della politica e interrogano seriamente ciascuno di noi. In queste ultime settimane hanno avuto grande rilevanza mediatica il caso di Eluana Englaro ma soprattutto la dolorosa vicenda di suo padre, che ha scelto di ottenere un pronunciamento certo delle istituzioni invece che ricorrere a scelte di fatto.

Fin dall’inizio di questa vicenda ho pensato che in circostanze del genere la responsabilità spetta ai familiari, a chi spende la propria giornata anno dopo anno con chi lotta tra la vita e la morte, a chi conosce la vera differenza tra l’immagine sorridente e allegra di una foto che giornali e tv ripropongono e l’assenza di vita reale che solo le persone care vedono e toccano tutti i giorni. Ho avuto l’occasione di visitare una persona che da 4 anni era in stato vegetativo e ho capito cosa significa – in assenza di una legge sul testamento biologico che disciplini la fase finale della vita – che tutto ricade sui familiari, spesso lasciati soli in un’angoscia minuto per minuto oppure, come in questo caso,  proiettati in un turbine di riflettori e di parole, ma non per questo meno soli. In assenza del testamento biologico, vi sono situazioni in cui il malato non può decidere autonomamente. Spetta alle persone care, assistite da personale specializzato, assumere consapevolmente la decisione. Ci sono familiari che desiderano accompagnare il malato in ogni momento possibile e per tutto il tempo che la natura concede, e ci sono familiari che invece possono decidere che oltre una certa soglia quella vita apparente non è in realtà più vita. Sottolineo, in assenza di testamento biologico.

Ho trovato vergognosa la speculazione che ha accompagnato la vicenda di Eluana negli ultimi giorni, sia nella morbosità mediatica sia nell’utilizzo strumentale che alcune parti politiche hanno fatto. Il susseguirsi delle notizie di ieri ne hanno rappresentato l’apice: il decreto legge, il rifiuto della firma da parte del Presidente Napolitano, il tentativo di trovare una corsia accelerata con il ddl sul Senato, alcune dichiarazioni che fanno rabbrividire e che non mostrano alcun rispetto per Eluana e per la sua famiglia ma ne fanno occasione di scontro ideologico.

Ho discusso spesso di queste cose in tutti questi mesi con gli amici che me lo hanno chiesto. Ho deciso di non rispondere ieri a richieste di brevi battute da virgolettare, perché non ritengo che un tema del genere, che investe la coscienza di ogni individuo, sia un argomento per creare contrapposizioni fittizie o titoli ad effetto.

Siamo alle battute finali di una lunga, intensa e bellissima campagna elettorale e mi spiace profondamente di aver avuto l’ennesima conferma che per alcuni mezzi di informazione i candidati possono svolgere solo due funzioni: o quella del pitbull da combattimento da mettere in scontro con qualcun altro per generare rissa e titolo o quella della scimmietta da circo che ha diritto di parola soltanto se canta sullo spartito che altri gli preparano. Quando poi risulta così difficile elevare al rango di notizie, seppur brevi, eventi che coinvolgono tante persone su temi che hanno ricaduta sulla vita quotidiana dei cittadini (giusto ieri, per fare un esempio, un affollato dibattito con Guido Sacconi, Giampiero Maracchi e Maria Tinacci sulle città e l’ambiente).

Ho cercato il dialogo e il confronto diretto con migliaia di fiorentini incontrandoli personalmente proprio perché sentivo che le loro domande erano diverse, volevano parlare dei temi della città, lamentandosi di come su certi mezzi di informazione i temi amministrativi non trovano spazio, coperti dalla ricerca ossessiva dei motivi di scontro anziché delle idee costruttive, del gossip e della battuta a effetto anziché della qualità del dibattito.

Vedo che la città ha risposto bene, interagendo con chi ha cercato di mettersi a servizio di questa discussione sul futuro di Firenze. Tanti cittadini si sono sentiti coinvolti e si sono a loro volta proposti come strumenti di un coinvolgimento più largo. Invito quindi tutti a continuare in questa ultima settimana a mantenere questo contatto sereno e aperto con le persone.

Nei prossimi giorni concludiamo il giro delle assemblee di quartiere, che stanno andando benissimo. Lunedì 9 febbraio alle 21 ci incontriamo con i cittadini del Quartiere 5 al Circolo ricreativo di Brozzi in via di Brozzi 312. Martedì 10 febbraio alle 21 con i cittadini del Quartiere 2 al Circolo ricreativo di S. Andrea a Rovezzano in via S.Andrea a Rovezzano 70.

Spero di vedere molti di voi nei prossimi giorni. Intanto vi auguro un buon fine settimana, l’ultimo prima del rush finale: domenica prossima è il 15 febbraio, il giorno delle primarie. Concentriamo le energie, il passaparola, l’entusiasmo e la determinazione per vivere al meglio questa grande occasione per Firenze.

Un caro saluto

Lapo Pistelli

AAA capo ufficio stampa cercasi

Il fatto che la Chiesa cattolica decida di riabilitare alcuni prelati lefrebrveviani è sostanzialmente un fatto che riguarda la Chiesa Cattolica e più in generale il rapporto tra questo pontificato e la contemporaneità.

Ma il fatto che decida di riabilitare uno fra questi che è dichiaratamente un negazionista proprio nella settimana del giorno della memoria dimostra almeno che dalle parti del Vaticano hanno un pessimo ufficio stampa.

“Anch’io da socialista mi voglio vestire…”

Una delle mie più forti perplessità sul PD era (e in parte è ancora) la sua collocazione internazionale e l’appartenenza al Socialismo Europeo. Per me, per chi viene dalla mia tradizione, non è un particolare irrilevante. Questo naturalmente c’entra poco con le primarie fiorentine ma quando è arrivata la lettera di cui trovate la traduzione qui sotto e il pdf in allegato mi sono sentito meglio…

Caro Lapo, amico mio,

sono felice di sapere che sei in corsa per la scelta del candidato del Partito Democratico per il Sindaco di Firenze. Sono sicuro che saresti un sindaco eccezionale.

Penso che la tua esperienza e credibilità internazionale siano risorse determinanti per fare di Firenze una città leader a livello europeo. Sono d’accordo con te: l’amministrazione locale deve giocare un ruolo forte in questi tempi di cambiamenti globali senza precedenti. In un contesto di triplice crisi – finanziaria, economica e ambientale – abbiamo bisogno di leader politici come te, con esperienza internazionale e profondamente impegnati per gli ideali di progresso e giustizia sociale, per migliorare la vita dei cittadini dove è necessario.

Quando abbiamo lavorato insieme al Parlamento Europeo ho visto quanto sei impegnato nel mettere in atto politiche innovative e progressiste. Firenze può beneficiare enormemente della tua visione, della tua competenza e del tuo impegno.

Il 2009 sarà un anno difficile per i cittadini in Europa e nel mondo. Ci attendono dure sfide. Sono fiducioso: tu, Lapo, hai sia la visione che la determinazione per guidare la tua città natale, Firenze, nella giusta direzione e al sicuro fuori da questi tempi difficili.

Desidero farti i miei migliori auguri per la tua campagna, che sostengo pienamente.

Un saluto fraterno,

Poul Nyrup Rasmussen

Presidente del PSE, Primo Ministro della Danimrca dal 1992 al 2001.

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Insieme per il PD, per Pistelli e per Firenze

Abbiamo affrontato un congresso non facile come Democratici di Sinistra. Alcuni di noi decisero di difendere coerentemente quell’identità e proprio qui a Firenze si consumò una scissione. Noi, insieme alla maggioranza del Partito, scegliemmo invece di dar vita a una nuova forza politica, il Partito Democratico, che partisse dalle migliori tradizioni del riformismo italiano ma riuscisse a superarle e dar vita a un soggetto maggioritario e che guardasse al futuro. In sintesi il primo partito italiano del XXI secolo non l’ultimo del XX.

Da quel congresso il PD ha timidamente iniziato a camminare. Ha subito una sconfitta elettorale che lo ha colpito duramente e che ne ha rallentato la spinta.

Tuttavia quel partito ha trovato il favore di un terzo degli elettori italiani e qui a Firenze di quasi un fiorentino su due. Numeri inimmaginabili per tutti noi, numeri che nemmeno i grandi partiti chiesa, DC e PCI, avevano avuto in città.

Ancor di più, il PD ha rappresentato per tanti un’idea vincente, un progetto giusto, una speranza per il futuro. Un’idea che si accompagna a un metodo, quello dell’apertura, del confronto, della partecipazione. Dunque anche nelle primarie.

In questo senso abbiamo sempre inteso la competizione che il prossimo 15 febbraio indicherà il candidato sindaco del centrosinistra fiorentino. Dunque il rafforzamento del PD, il suo radicamento territoriale e la sua costruzione identitaria sono una parte della posta in gioco. Ma non l’unica e probabilmente nemmeno la principale.

Peraltro crediamo che la forza della nostra tradizione stia proprio nella capacità di non stare all’interno di un unico recinto, di un’unica candidatura.

Quello che dobbiamo scegliere è il candidato che riteniamo migliore come sindaco di Firenze. Non come segretario metropolitano del PD. Dunque chi saprà interpretare al meglio il programma del PD, saprà arricchirlo di altre idee e dare il senso del futuro della città.

Come è noto abbiamo da tempo ritenuto che la persona in grado di rappresentare al meglio questa figura sia Lapo Pistelli. Oggi non solo confermiamo questa scelta ma la riteniamo quella in grado di preservare e far sviluppare la tradizione da cui proveniamo cioè quella dei Democratici di Sinistra.

Diciamo quindi con forza che il progetto del PD, del superamento delle nostre culture, è ancora IL progetto da perseguire e che nel sostegno alla candidatura di Pistelli si trova la migliore rappresentazione di tante storie, personali e collettive, che sono la forza del PD. Cattolici democratici, ex comunisti, socialisti, laici e tanti che non hanno un’appartenenza partitica nei vecchi schemi e recinti.

Noi abbiamo scommesso sul PD e sul futuro di Firenze. Non abbiamo cambiato idea.

Michele Morrocchi, Alberto Formigli, Maurizio Folli, Massimo Gramigni, Fabrizio Ronchi, Giuliano Gasparotti, Enrico Conti, Attila Tanzi, Chiara Rapallini, Leonardo Brunetti, Jacopo Ghelli, Massimo Morrocchi, Titta Meucci, Lucia Matteuzzi, Sonia Innocenti, Andrea Bruschi, Luciano Pecci, Luciano Ridolfi, Cristina Giani, Gianni Biagi, Beppe Barbugli, Mauro Dondoli, Sara Lai, Cristina Bevilacqua, Marco Colangelo,Roberto Bertoli, Ferdinando Porciani, Serena Beccaluva, Maurizio Barabesi,

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