Buon Compleanno Italia

Dal Nuovo Corriere di Firenze del 17 marzo 2011

Evviva l’Italia. Quella Liberata, quella da liberare. Evviva il nostro Paese, che indice una festa e ci mette tre mesi per decidere se di festa vera si tratti o di mera sottolineatura del calendario. Evviva il Paese che, come per i còrsi in Francia o i baschi in Spagna, quando suona l’inno vede i rappresentanti di quei territori uscire dalle aule. Peccato però che non stiano al governo e non esprimano il ministro dell’Interno. Evviva gli stessi ministri leghisti che come Moretti in Ecce Bombo s’interrogano se si notano di più se vanno o se non vanno alle celebrazioni di questo pomeriggio in parlamento. Evviva Silvio che fu ferito come Garibaldi. Evviva il suo cerottone-lenzuolo degno di un martire risorgimentale. Evviva pure il dibattito sul nucleare, quello sulla giustizia, quello sulla bioetica, il testamento biologico, l’aborto, le canne, la pena di morte e tutto quello di cui si dibatte e di cui poco si fa.  Evviva il Paese che evade e quello che produce pagando le tasse. Evviva un Paese che al contrario di tutto e di tutti rimane una delle sette potenze economiche del mondo. Evviva il vincolo esterno per abbassare il rapporto debito Pil. Evviva un paese litigioso, ingegnoso, pieno di umanità e retorica. Evviva i tanti tricolori alle finestre, e quelli agli occhielli delle giacche di ex extraparlamentari di sinistra che trent’anni fa gridavano “uno, cento, mille, Vietnam”. Evviva l’Italia che si celebra e non ricorda, che rimuove il proprio passato coloniale, il ventennio fascista, che rimpiange la DC (anche in quelli che sempre trent’anni fa le auguravano diossina), che fa sfoggio di passato e poi nell’occasione del 150° non apre nessuna seria riflessione storica sul proprio passato e la propria identità. L’Italia dei Santi e soprattutto dei santini,  quella che anche quando prega si affida all’intermediario piuttosto che al diretto interessato. Evviva un Paese anziano che però parla e mostra sempre giovani belli atletici e perfetti. Evviva i cervelli in fuga e quelli che, nonostante tutto, restano. Evviva l’Italia e soprattutto viva gli italiani.

Cultura Commestibile n.6

Anche quella “scoreggia nello spazio” (come lo definì il suo amico Umberto Bossi) del Professor Miglio festeggia l’unità di Italia nel numero di domani di Cultura Commestibile.

Domani in edicola col Nuovo Corriere a Firenze, Prato, Lucca, Versilia e Arezzo.

Cultura commestibile n.2

Sabato 12 febbraio esce il n.2 di Cultura commestibile l’inserto de Il Nuovo Corriere a Firenze, Prato, Arezzo, Lucca e Versilia. Per festeggiare, presentare e critcare i primi due numeri dell’inserto abbiamo organizzato un piccolo apertivo alla  caffetteria della biblioteca delle Oblate a Firenze a partire dalle ore 11.

Vi aspettiamo con la mano alla fondina.

Cultura Commestibile

Domani col Nuovo Corriere a Firenze, Prato, Arezzo, Lucca e Versilia troverete un nuovo inserto di 8 pagine curato dal sottoscritto insieme a Aldo Frangioni, Rosaclelia Ganzerli e Simone Siliani che prova a parlare di cultura senza essere indigesti.

Spero che molti di voi domani lo leggano e ci facciano sapere se ci siamo riusciti o in cosa possiamo ancora migliorare. Oppure se sia proprio il caso di smetterla subito qui.