Come se il cristallo si fosse rotto.

Ci sono dischi (vale anche per libri o film ma molto meno) che rimangono per forza legati a persone o momenti della nostra vita. Aldilà della qualità dell’opera assumono valore per quello che riportano in vita.

Crystal Silence di Chick Corea e Gary Burton per me è uno di quei dischi. Mi ricorda chi me lo ha regalato, tempo fa. E’ un disco atteso a lungo. Nella sua attesa ci sono state richieste di appuntamenti, commessi invadenti, liti e tutto il bello di una storia d’amore.

Da ieri sera l’ho rimesso nella mia playlist dopo diverso tempo e non riesco a staccarmene. In casa, in auto, a lavoro. Lo ascolto ancora e ancora una volta. Ma non imparo nuovi passaggi, non lo ascolto. Ricordo.

Correda la malinconia di un giorno di pioggia e so che sarà la colonna sonora di un fine settimana passato a scrivere.

back to 70’s

I journey sono uno dei supergruppi anni settanta. Quasi sconosciuti da noi, venerati dai propri fan oltreoceano, conosciuti dal grande pubblico soprattutto per “don’t stop believing” (vedi video sotto).

Io li adoro, non sono l’unico. Anche il personaggio di J.D. in scrubs gli adora e poi vestivano in modo decisamente assurdo!

Tutto questo per dire che dopo tanti anni hanno fatto un doppio cd nuovo. 11 nuovi pezzi, 11 grandi successi e un dvd di un loro concerto.

Ho provato a cercarlo a Firenze ma naturalmente niente, poi un amico che lavora da Melbookstore mi dice che, tramite un importatore,era riuscito a trovarlo. Bene, dico io, non sto ad aspettare i tempi di spedizione di amazon.com

Oggi era la data della consegna. Ero già bello eccitato quando la mia mail si illumina di un nuovo messaggio. L’importatore è una sola e il disco non c’è.

Non mi è rimasto che ordinare il cd su amazon ed ora attendere. Solo che so che non riuscirò ad aspettare così a lungo e temo che finirò su itunes e scaricherò almeno i pezzi nuovi spendendo due volte.

Tutto questo solo per dire che ci son rimasto proprio male. uffa.

p.s. Grazie lo stesso Vanghen

22 giorni e già sui giornali…

Uno ci prova a stare lontano dai giornali. Polemiche estive, sms sulle primarie, regole, candidati, regolamenti, sono lì a tentarti, e tu niente. Nè un comunicato, nè si risponde ai giornalisti che ti chiamano.

E poi? Poi capita che decidi di portare tuo figlio appena nato in carrozzina nel tardo pomeriggio alla festa democratica e ti sbattono subito nel pezzo di colore odierno del corriere fiorentino. Non vale così ragazzi.

Festa democratica

Mi dicono il 28 c’è Bersani alla festa nazionale del PD che fa un dibattito con Tremonti alle 18, alle 21 faresti una cosa con lui e Riccardo Conti sulle città e l’innovazione?

E io dico, naturalmente: si!

Per cui comincio a prepararmi, metto in calendario di trovare tra lunedì e giovedì il tempo per rileggere qualcosa, approfondire dei temi, ecc…

Poi ieri mi telefonano e mi dicono: “Ehi non più giovedì, ma domani, domenica.”

Per cui stasera sono alla festa del PD allo spazio dei quartieri 1 e 5 a fare un’iniziativa sulle città e l’innovazione con Pierluigi Bersani, Riccardo Conti, Giuliano Gasparotti e il sottoscritto. Se passate sono lì anche se non so assolutamente che dire!

Ho scritto primarie sulla sabbia

Si sa la pubblicità è l’anima del commercio e che sia agosto oppure settembre la foliazione dei nostri quotidiani la decidono gli inserzionisti piuttosto che i direttori e le notizie che realmente sono apparse.

Ecco dunque il moltiplicarsi di inchieste sul coctail dell’estate, l’abbronzatura migliore, i ristoranti meno esosi e via celiando…

Se le cronache nazionali sono state in qualche modo aiutate da olimpiadi e questione georgiana non altrettanto è accaduto ai quotidiani locali e ai supplementi locali dei grandi quotidiani.E siccome tocca lavorare qualcosa bisogna pur scrivere, anche di politica naturalmente soprattutto se la penna più appuntita della città le ferie le ha prese a luglio.

Ecco quindi che il politico rimasto in città (o magari in montagna ma col telefonino acceso) pronto a dichiarare su qualsivoglia argomento si ritrova ad essere non uno degli esponti cittadini ma il vate!

E quindi viene intervistato su tutto. Vacanze, amorazzi estivi, regolamenti comunali, primarie (singole o di coalizione), collocazioni nel proprio partito, questione georgiana. Lo immagiamo impegnato a conversare col giornalista puntuto a metà del giorno dal buon retiro montano, come Berlusconi tornato dalla serra dei cactus in Sardegna che chiama Putin e discutono della Georgia. Più o meno anche con gli stessi risultati.

Oppure indaffarato a rispondere al segretario nazionale di un partito alleato galvanizzato addirittura dal richiamo nazionale che la notizia potrebbe avere. Poi poco importa se quel livello di discussione non attenga al suo ruolo ma un parere, perdincibacco, non si nega a nessuno!

Poi tanto torna settembre e i telefonini li riaccendo anche gli altri e il vate torna a fare il suo. Che, tra l’altro, nemmeno gli riuscirebbe male. E tutti i proclami, democrazia, tutela degli iscritti, minacce di dimissioni, richiamo alla base o al popolo delle primarie si perdono come scritte sulla sabbia che il mare porta via…

Io me ne andrei…

Da oggi pomeriggio vacanza. Insomma si fa per dire, una settimana a portare il piccolo al fresco dell’Amiata.

Molti libri, un ipod pieno, delle nuove birre da assaggiare e un po’ di cose da risistemare.

Forse ci si sente, forse no. Dipende da me e da Tre.

A plus.

What’s going on?

Da una settimana sono padre. Che dire, nessuno ti dice che è anche così faticoso. Che ti cambia la vita. Che c’è un prima e un dopo. Ma nessuno riesce nemmeno a farti capire che è davvero così bello.

Giorgio ha iniziato il suo percorso. Spero di stargli accanto nel migliore dei modi.

P.s. un grazie a tutti gli amici, i compagni (si può dire no?), i colleghi, e tutti quelli che hanno voluto manifestarci il loro affetto con sms, fiori, biglietti, telegrammi, messaggi su facebook, telefonate, visite, regali e ogni altro mezzo di comunicazione

No fast-food nation?

Il consiglio comunale di Los Angeles ha varato un’ordinanza, non ancora firmata dal sindaco invero, in cui si vietano, in un’area di quasi 52 km quadrati in cui vivono circa 500.000 persone in larga parte a basso reddito, i fastfood.

Il principio è un principio egualitario e salutista e parte da questa idea: noi già limitiamo la vendita di alcool e tabacchi perchè dannosi per la salute; se, soprattutto i più poveri, possono accedere all’alimentazione solo attraverso i fast food rischiano più dei ricchi di avere tutti i problemi legati a quel tipo di cibo e dunque noi regolamentiamo (vietando) i ristoranti fastfood.

Si impediscano quindi i fastfood in modo da favorire (questa è la speranza) l’apertura di locali migliori (sotto il profilo alimentare) e aumentare le possibilità di gustare cibi sani anche per la popolazione meno abbiente in particolare i bambini.

Quello che colpisce è che un provvedimento di regolamentazione così forte venga preso negli Stati Uniti, qui da noi semplicemente a pensarlo si verrebbe tacciati di essere dei pericolosi comunisti.

Penso alla disussione sul regolamento per le somministrazioni o al codice del commercio della regione toscana e al fatto che ogni volta che si parla di regole (siano esse per il commercio o per la sicurezza) ci sia sempre qualcuno che ci fa la lezione sul liberismo e sugli Stati Uniti. Provassero a mangiare un hamburger a Los Angeles se ci riescono!

Qui c’è tutta la storia.