Il fiume carsico dei Pink Floyd rispunta dopo 20 anni

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Prima di recensire l’ultimo disco dei Pink Floyd, The Endless River, occorrono un paio di premesse. La prima, banale forse, è che se pensate che i Pink Floyd dopo l’uscita di Roger Waters non siano più i Pink Floyd questo disco non fa per voi. La seconda è che se pensate che The Division Bell non sia un bel disco, questo disco non fa per voi lo stesso. Perché i 18 brani di questo disco stanno tra A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell musicalmente parlando. Sono sonorità di transizione, nel più puro sound dei Pink Floyd gilmouriani, molto più di quelle che usciranno nell’album del 1994. E’ un bel disco strumentale in cui i suoni Pink Floyd sono chiari, evidenti, a tratti maestosi (soprattuto nelle partiture di Wright il tastierista scomparso nel 2008) con atmosfere che si ritroveranno poi nell’album solista On a Island di David Gilmour. C’è un’unica traccia cantata, Louder than Words scritta da Gilmour con la moglie (come quasi tutti i brani di Division Bell), che non è proprio un capolavoro a mio avviso ma che lascia il rimpianto del fatto che se alcuni dei brani dell’album fossero riusciti a diventare “canzoni”, avrebbero potuto essere brani da ricordare. In sintesi il disco suona per quello che è: una serie di tracce che non furono usate venti anni fa, probabilmente con qualche ragione. Detto tutto ciò rimane un disco musicalmente importante, persino emozionante, soprattutto nel piattume di tanta produzione musicale contemporanea.

Articolo apparso su CulturaCommestibile n.99 del 15 novembre 2014.

Quando la maglietta era troppo stretta per il regime argentino

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Le dittature oltre ad essere terrificanti sono anche molto spesso ridicole. L’ennesima riprova arriva dall’Argentina dove il Comitato federale per la radiofonia ha pubblicato l’elenco delle canzoni sgradite al regime.

Non è una novità. Il nostro fascismo faceva altrettanto. Il Duce arrivò a censurare persino “Un’ora sola ti vorrei” canzone d’amore assolutamente apolitica solo perchè chi non gradiva troppo il regime, passando innanzi ai ritratti del Duce, era solito canticchiare:”un’ora sola ti vorrei/per dirti quello che non sai”.

I militari argentini hanno avuto lo stesso zelo. Dunque sul sito del Comfer si trovano sette pagine dattiloscritte di titoli non graditi.

Scorgendo i titoli delle canzoni si rimane stupiti. Perchè si capisce che la censura colpisse Victor Jara, un po meno quando ad essere censurati sono Malgioglio o Toto Cutugno.

Non va meglio ai Queen o ai Pink Floyd e nemmeno Rod Steward è risparmiato. Il censore poi non gradisce nemmeno la regina della Disco Donna Summer. Dai titoli ci par di capire che la politica, i riferimenti alle droghe, ma anche una certa pruderie sessuale, possono essere i criteri coi quali i solerti censori si muovevano. Poi si trova Mi pequeňo gran amor, cioè la versione spagnola di Piccolo grande amore di Baglioni, e lì si perde ogni riferimento a meno che quella sua maglietta fina non fosse troppo osè; ma si sa che è “osceno tutto ciò che provoca un’erezione a un giudice”.

Ancora una volta appare evidente l’intento disumano di ogni dittatura. Quello di sostituire il giudizio di ognuno con una imposizione massificata decretata da menti malate e troppo zelanti.

Non è sempre detto che sarà una risata a seppellirli. Forse servirà anche qualche canzonetta.

back to 70’s

I journey sono uno dei supergruppi anni settanta. Quasi sconosciuti da noi, venerati dai propri fan oltreoceano, conosciuti dal grande pubblico soprattutto per “don’t stop believing” (vedi video sotto).

Io li adoro, non sono l’unico. Anche il personaggio di J.D. in scrubs gli adora e poi vestivano in modo decisamente assurdo!

Tutto questo per dire che dopo tanti anni hanno fatto un doppio cd nuovo. 11 nuovi pezzi, 11 grandi successi e un dvd di un loro concerto.

Ho provato a cercarlo a Firenze ma naturalmente niente, poi un amico che lavora da Melbookstore mi dice che, tramite un importatore,era riuscito a trovarlo. Bene, dico io, non sto ad aspettare i tempi di spedizione di amazon.com

Oggi era la data della consegna. Ero già bello eccitato quando la mia mail si illumina di un nuovo messaggio. L’importatore è una sola e il disco non c’è.

Non mi è rimasto che ordinare il cd su amazon ed ora attendere. Solo che so che non riuscirò ad aspettare così a lungo e temo che finirò su itunes e scaricherò almeno i pezzi nuovi spendendo due volte.

Tutto questo solo per dire che ci son rimasto proprio male. uffa.

p.s. Grazie lo stesso Vanghen